BIKE FITTING

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Negli ultimi anni la valutazione biomeccanica del ciclista è evoluta verso una forma dinamica, poiché i tradizionali strumenti in commercio (nastro metrico, filo a piombo, goniometro) non permettono di registrare misure accurate mentre il ciclista sta pedalando, e tutti sappiamo che il ciclismo è un’attività dinamica.
Nel nostro percorso di studi accademico abbiamo avuto la possibilità di utilizzare molte strumentazioni diverse e apprezzarne i pregi, ma anche capirne i punti deboli.
Una strumentazione all’avanguardia è fondamentale per una valutazione precisa che permetta al fitter di prendere le decisioni basandosi su dati reali ed affidabili, e non influenzati da errori di misura e standardizzazioni.
Abbiamo scelto di utilizzar le migliori strumentazioni disponibili e di formarci con le conoscenze più avanzate, per fornire ai nostri atleti un servizio di elite, basato su anatomia e fisiologia, aperto alle innovazioni e alla ricerca, e non legato ad un brand o ad un “metodo”.

Il Retül è uno dei primissimi sistemi di analisi cinematica creato esclusivamente per la valutazione della posizione in bicicletta (Corsa, MTB, Crono, Triathlon, Pista). Incorpora una tecnologia di cattura del movimento in 3D straordinariamente precisa, originariamente progettata per l’industria del settore chirurgico. Con questo sistema si ottiene un’enorme quantità di dati, acquisiti in forma dinamica e in 3D, riguardanti la biomeccanica della pedalata, tracciando simultaneamente tutti i segmenti corporei in movimento mentre il soggetto pedala sottoposto a diversi regimi di carico sulla propria bicicletta.

Utilizzare, ma soprattutto saper utilizzare questo tipo di strumentazione è importante perché permette di prendere in esame il corpo in movimento nelle tre dimensioni, a differenza di un osservatore che guarda un ciclista mentre pedala e non può misurare i movimenti laterali, verticali e orizzontali contemporaneamente. Il risultato è che il ciclista avrà un vero adattamento della bicicletta ai suoi pattern motori, massimizzandone l’efficienza ed evitando posture e movimenti errati, causa a lungo termine di possibili infortuni, patologie articolari e non solo.

I fondamenti della nostra metodologia di lavoro sono dati oggettivi, dinamici e accurati.

Ogni ciclista ha una fisicità propria, una biomeccanica unica, per questo motivo non possono esistere parametri universali per la valutazione di ogni singolo individuo.

Acquistare una nuova bicicletta può essere allo stesso tempo un’esperienza divertente ed eccitante, ma pedalare su una bicicletta non propriamente adattata alle proprie caratteristiche può causare frustrazione, dolore o infortuni, e infine può portare il ciclista ad appendere la bicicletta al chiodo.
Grazie alla partnership con GURU, azienda all’avanguardia nel panorama mondiale del bike fitting, possiamo guidarti nella scelta del telaio e dei componenti ottimali grazie al sistema DFU (Dynamic Fitting Unit): un telaio regolabile motorizzato, gestito da un software che consente di simulare le geometrie di tutte le bici disponibili sul mercato e relativi componenti.
Questo consente di fare un ulteriore step in avanti anche nella configurazione della tua nuova bici, o miglioramento della attuale. Oltre ad avere una corretta dimensione del telaio, basata su dati oggettivi, possiamo conoscere con precisione anche i componenti da adottare, evitando supposizioni basate su formule o calcoli standard troppo generici per la variabilità dei ciclisti.

Come funziona il sistema Retül?

Retül nasce con una potente struttura di formazione e specializzazione dei tecnici e ha per ciò una pluriennale esperienza nella ricerca scientifica relativa alla biomeccanica del ciclismo. Per ciò il sistema di analisi nasce dalle precise esigenze del “tecnico”: è un sistema attivo che utilizza dei diodi LED (light emission diode) ad infrarossi, applicati sul corpo del ciclista in otto punti anatomici (per lato) ben definiti.
I marker attivi del Retül, una volta posizionati sui punti di repere del soggetto, emettono loro stessi un segnale luminoso che viene captato dalle quattro telecamere ad infrarossi che non deve leggere un’immagine, identificare il marker, e non richiedono calibrazione da parte dell’operatore, come nel caso dei sistemi passivi. Grazie all’interazione tra hardware e software il fitter può leggere in tempo reale una serie di dati che rappresentano il pattern di movimento del ciclista e valutare immediatamente gli effetti delle modifiche apportate.